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La civiltà celtica rimase estranea alle incursioni dei barbari fino alla fine dell'VIII secolo d.c., quando la invasero i Vichinghi, e probabilmente nemmeno conquistata nemmeno dai Romani (anche se le teorie in proposito sono state recentemente messe in dubbio da ritrovamenti archeologici) mantenne intatte le sue istituzioni per molti secoli, nonostante le numerose successive invasioni dei Vichinghi e dei Normanni i quali gradualmente si integrarono con i nativi.
Tra il III ed il V secolo d.c. nell'Isola si diffuse rapidamente il cristianesimo, ad opera soprattutto del gallese San Patrizio che nel 432 d.c. cominciò la sua opera di conversione dei Celti. Molto presto il cristianesimo soppiantò la vecchia religione dei druidi facendone propri alcuni elementi culturali, quali alcuni tratti di spiritualismo e varie simbologie preesistenti. Inizia in questo periodo quella che viene battezzata ?l'età d'oro dell'Irlanda?. In tutta l'Isola cominciarono a fiorire i monasteri, che ben presto divennero importanti centri di cultura, nei quali i monaci istruivano gli allievi, spesso stranieri, e lavoravano alla stesura di manoscritti e codici, sia sacri che profani, che oggi posseggono un valore inestimabile, come il Book of Kells o il Book of Durrow, splendidi volumi miniati che per il pregio della loro fattura sono considerati tra le più importanti opere d'arte medievali. Fiorirono varie arti come quella della lavorazione dei metalli e della scultura raffinata, che portarono alla creazione di una preziosa oreficeria, abbazie, croci scolpite nella pietra (le famosi croci celtiche). Fra i monasteri di maggior rilievo vanno segnalati quello di Kilkenny, quello di Clonard, quello di Clonmacnoise, quelli di Derry e Durrow. Questi monasteri divennero centri di una grande vitalità religiosa e culturale, cui si deve non solo la cristianizzazione dell'Irlanda ma anche l'espansione missionaria nel continente europeo, soprattutto in Francia, Svizzera ed Italia, dove si ebbe un notevole sviluppo di altrettanti centri monastici. Questa fulgida età fu interrotta dalle incursioni dei Vichinghi, popoli nordici (chiamati Danesi nelle fonti locali), che nel 795 invasero l'Irlanda favoriti dalla frammentazione politica e dalle lotte intestine. Obiettivo delle loro scorrerie erano soprattutto chiese e monasteri. Nel secolo successivo essi si stabilirono un po? ovunque nell'Isola, eccetto che nell'Ulster dove i potentati locali, in particolare quello degli O?Neill, furono abbastanza forti da opporre loro una strenua resistenza.. Le influenze dei Vichinghi sulla cultura e l'economia dell'Irlanda furono rilevanti: essi infatti non solo diedero impulso ai commerci ma fondarono alcune tra quelle che divennero le più importanti città del continente irlandese, quali Donegal e Drogheda, nel nord dell'isola e poi Limerick, Waterford, Wexford, Cork, Arklow e la stessa Dublino che nel X secolo diventò un piccolo regno vichingo. Molti di loro si convertirono al cristianesimo e sostennero le popolazioni locali nella lotta contro la successiva invasione, quando l'Irlanda dilaniata dalle lotte fra clan e priva di un forte potere centrale, cadde in mano degli anglo-normanni nella seconda metà del XII secolo. La sconfitta definitiva dei nordici si ebbe a Clontarf, nel 1014 ed aprì la strada alla penetrazione anglo-normanna nell'Isola.
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