Economia dell'Irlanda

Negli ultimi decenni 'Irlanda è stata artifice di un progresso economico incredibile ed alternato.  Il rinascimento culturale e politico dell'isola negli anni novanta ha portato ad  ad un  forte progresso economico. Viste le grandi opportunità che si erano create, da paese di emigranti l'Irlanda diventava un paese attira-persone, provenienti da tutte le parti del mondo. Tra il quinquennio 1995-2000 si è avuta una così forte crescita economica che gli analisti furono indotti in molti a chiamare il paese con il nome di "Tigre celtica". Nel frattempo l'Irlanda veniva anche considerata come una delle nazioni con la migliore qualità della vita nel mondo (The Economist, 2005).

L'economia irlandese si è trasformata negli ultimi anni da agricola a moderna, concentrandosi in particolare su servizi ed industrie ad alta tecnologia, dipendenti dal commercio e dagli investimenti. In termini di PIL pro capite, a partire dal 2008 l'Irlanda si è classificato come uno dei paesi più ricchi dell'OCSE e dell'UE-27. Il PIL (in termini di produzione nazionale) è significativamente maggiore del PNL (reddito nazionale) a causa del rimpatrio di profitti e pagamenti di canoni da parte di imprese multinazionali con sede in Irlanda.

La recessione globale ha notevolmente influenzato l'economia irlandese, a seguito della crisi finanziaria globale iniziata nel 2008. L'Irlanda è stato il primo paese in Europa ad entrare ufficialmente in recessione, come dichiarato dall'Ufficio Centrale di Statistica. La ESRI (Istituto ricerca economica e sociale) ha recentemente previsto che l'economia irlandese potrà recuperare in modo significativo non prima della fine del 2011. Secondo il sistema del 'Rating', il paese ha subito un declassamento economico ad un  "AA" nell'agosto 2010, a causa del costo di sostenimento bancario, tale da indebolirebbe la flessibilità finanziaria del governo, nel medio termine. La Commissione europea tuttavia prevede che l'economia irlandese crescerà del 3% nel 2011, la più rapida crescita prevista per ogni stato membro dell'UE; infatti, l'Irlanda ha registrato il più forte aumento mensile della produzione industriale in tutta la zona euro, con una crescita del 7,9% a settembre rispetto ad agosto [è seguita da Estonia (3,6%) e Danimarca (2,7%].

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