Elisabetta I e l'Irlanda

Irlanda

Elisabetta I e l'Irlanda


 


Elisabetta I e l'Irlanda

Con l'avvento al trono di Elisabetta I (1558-1603), l'espansionismo dell'Inghilterra contro l'Irlanda ebbe un nuovo impulso, sostenuto di fronte all'opinione pubblica interna da ragioni di una crociata contro il Cattolicesimo e il (preteso) dominio papale, invece che da quelle di una pura conquista coloniale.

Le contee del Connaught e del Munster vennero conquistate, nonostante la ribellione di alcuni potentati locali; solo l'Ulster rimaneva l'ultimo avamposto dei capi irlandesi che opponevano una strenua resistenza alla regina. Fu Hugh O'Neill, conte di Tyrone, il principale fautore dell'ultimo grave attacco al potere degli Inglesi in Irlanda. Si narra che O'Neill avesse ordinato del piombo dall'Inghilterra per rifare il tetto del suo castello, mentre in realtà lo impiegò per fabbricare proiettili. A partire dal 1594 O'Neill venne in aperto conflitto con gli inglesi, dando inizio alla Guerra dei Nove Anni (dal 1594 al 1603) che si concluse con la sconfitta degli Irlandesi nella battaglia di Kinsale e la firma del trattato di Mellinflont del 1603 che segnò la prima completa conquista dell'Isola da parte degli Inglesi. Ad O'Neill fu concesso di rimanere nell'Ulster ma solo dopo aver giurato fedeltà alla corona. Tuttavia nel settembre del 1607 egli, stanco di soggiacere al potere dei conquistatori, seguito da 90 capi dell'Ulster, lasciò l'Irlanda alla volta dell'Europa, (la Francia prima e poi Roma) con quella che viene ricordata come la Flight of Earls, ossia la "Fuga dei Conti" che segnò la caduta dell'aristocrazia gaelica e aprì la strada ad un completo dominio inglese nell'Ulster.

 

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