Le prime conquiste degli Anglo-Normanni

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Le prime conquiste degli Anglo-Normanni


 


Le prime conquiste degli Anglo-Normanni

Il primo passo verso la conquista anglonormanna dell'Irlanda si deve a Enrico II d'Inghilterra, che nel 1155 sostenne di aver ottenuto dal papa Adriano IV una bolla con l'autorizzazione a impadronirsi dell'Isola, condizionata al pagamento di una rendita annuale al tesoro pontificio. La bolla fu probabilmente un falso e nulla successe fino a quando Dermot Mac Murrough, Re di Leinster, sentendosi minacciato da Rodrgh O?Connor, Re di Connaught  trovò rifugio presso Enrico II, cui prestò giuramento di fedeltà. In re allora inviò in Irlanda Riccardo, conte di Pembroke (detto Strongbow), il quale con un esercito di Normanni, sbarcò sulle coste sudorientali dell'Isola e nel 1170 occupò Dublino. In cambio del suo aiuto ottenne in sposa la primogenita di Mac Murrough ed il diritto a succedergli alla sua morte come Re di Leinster.

L'anno successivo lo stesso Enrico II, nominato dal papa ?Signore Feudale d'Irlanda? cominciò a rivendicare i suoi diritti: occupò con un numeroso esercito Waterford e affidò ad un gruppo di nobili il dominio dei territori occupati che ben presto divennero basi di potere molto simili ai regni irlandesi originari, indipendenti dall'autorità inglese.

L'opera di Enrico II fu proseguita dal figlio, Giovanni Senzaterra che, dopo aver sottomesso il Munster ed una parte dell'Ulster estese ai territori occupati il sistema legislativo inglese. Si creò in tal modo una sorta di Governo Centrale che ebbe sede nel Dublin Castle, mentre il territorio dell'Irlanda venne diviso in tre parti: la fascia intorno a Dublino, detta Pale, sotto il diretto controllo del governo inglese; l'Irlanda Gaelica, che conservava le usanze celtiche ed era estranea al diritto inglese; l'Irlanda anglo ? normanna che comprendeva i territori indipendenti governati dai baroni normanni fedeli alla Corona ma contrari alla monarchia feudale, che avrebbe potuto esautorarli.

Gli Anglo-Normanni si integrarono velocemente con la popolazione irlandese tanto che nel 1336 Edoardo III temendo una ricomposizione sociale e politica, nel tentativo di rafforzare il controllo, emanò gli Statuti di Kilkenny, che introdussero una serie di discriminazioni tra gli Inglesi cosiddetti ?puri?, quelli ?degenerati? ed i ?nemici irlandesi?. Questi statuti vietavano di contrarre matrimoni "misti" di usare nomi, lingua, abbigliamento e usanze irlandesi. Tuttavia non ebbero l'effetto sperato perché nonostante ciò l'influenza gaelica rimase forte ma crebbero i contrasti tra gli isolani ed il governo inglese.

La situazione degenerò quando nel 1486 Gerald Fitzgerald, conte di Kildare, organizzò una rivolta contro il dominio inglese. Questo suscitò la reazione di Enrico VII il quale nel 1494 impose all'Irlanda il cosiddetto Poyning?s Act, con cui stabiliva che le leggi votate dal parlamento inglese non avevano valore senza l'approvazione del sovrano britannico, mentre le leggi emanate in Inghilterra dovevano essere applicate anche in Irlanda.

 

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