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Ricerca sviluppo e biotecnologie sono oramai scritte nel futuro dell'Irlanda, a sostegno grossi stanziamenti da parte del governo di Dublino.
Già dalla fine degli anni '90 in Irlanda si è puntato sulla farmaceutica, un settore in realtà troppo rischioso a livello di produzione nel giro di competizione dei paesi emergenti: il cavallo vincente è invece la ricerca, sulla quale gli stessi paesi non possono competere.
Nel 1999 venne istituita la National Science Foundation, un'istituzione pubblica creata con i soldi dei contribuenti per la ricerca universitaria e non. Dal '99 sono seguite moltissime iniziative per promuovere la ricerca in Irlanda, sono cresciuti gli stanziamenti e i laboratori. Nel piano di sviluppo nazionale 2006/2013 si prevede ora di raddoppiare il numero dei dottori di ricerca formatisi in Irlanda. Attualmente l'industria farmaceutica tradizionale è alla base della crescita economica, ma è il biotech in Irlanda la vera scommessa sul futuro.
L'Ulster, una regione che sta decisamente cambiando, da terra di scontro tra nazionalisti e unionisti, si avvia a diventare la nuova frontiera delle biotecnologie Si stringono collaborazioni tra il Nord e il sud dell'Irlanda. L'Ulster garantisce un grande contributo a livello di ricerca e la presenza di parchi tecnologici. Un nuovo filo conduttore legherà Belfast e Dublino, attraverso il comune obiettivo di sviluppare un grande business. Belfast è forte sul fronte della ricerca ma sono scarsi gli investimenti esteri, Dublino al contrario è in grado di raccogliere finanziamenti, incentivi fiscali e promuovere il settore all'estero.
In Irlanda, oggi sono presenti sette delle dieci maggiori società biotecnologiche al mondo, società che portano nel paese svariati miliardi di dollari. Si stima che nei prossimi anni la metà dei nuovi farmaci saranno studiati e realizzati in laboratori biotecnologici. Le istituzioni e la politica irlandese si stanno muovendo per favorire la crescita delle aziende ad alta tecnologia consapevoli che solo l'alta qualità in ricerca e sviluppo può rappresentare una delle carte vincenti anche in economia.
Articolo di Cinzia Benzina
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