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Il settore finanziario in Irlanda negli ultimi anni è stato in grande fermento. In particolare, i due decenni scorsi si sono caratterizzati per un eccezionale successo, tanto che il paese è stato capace di attirare numerose multinazionali al suo cospetto. Oggi più della metà delle maggiori compagnie finanziarie del mondo ha uffici in Irlanda, impiegando oltre 8000 impiegati tra l'executive managment.
Sin dall'istituzione nel 1987 del Centro Servizi Finanziari di Dublino, il noto IFCS (International Financial Service Centre), l'Irlanda è diventata il secondo maggiore centro finanziario offshore in Europa (dopo il Lussemburgo). In effetti il settore economico irlandese offre un eccellente infrastruttura commerciale e finanziaria: ottimi servizi di tele-comunicazione, uso generale della lingua inglese come madre-lingua, appartenenza all'Unione Europea e non ultima, una specifica attitudine favorevole del governo irlandese allo sviluppo del settore economico-finanziario nel paese.
Il tutto ha reso l'Irlanda una base conveniente per l'investimento commerciale, con aziende soprattutto di carattere multinazionale. La recente crisi finanziaria del 2008-2010 (seguita alla maggiore e globale recessione internazionale del settore) è, secondo diversi analisti, già stata relegata ad un angolo del passato. Nuove prospettive ed entusiasmi sono ora al centro del futuro della nazione. L'economia irlandese si espanse rapidamente nel corso degli anni 1995-2007 a causa di un basso tasso di imposta sulle società (Corporation Tax), bassi tassi di interesse della BCE e altri fattori. Ciò ha portato ad una espansione del credito creando la cosiddetta "bolla immobiliare" in riflesso alla maggiore crisi internazionale nel 2007. Sempre a causa della stessa crisi finanziaria globale, anche le banche irlandesi, già troppo esposte al mercato immobiliare irlandese, finirono sotto una forte pressione nel settembre 2008. Il paese esce ufficialmente dalla recessione nel primo trimestre del 2010, terminato con l'aiuto finanziario e monetario da parte di diverse Istituzioni internazionali tra cui l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale.
Alla luce di questo, è necessario considerare anche la legislazionie vigente in materia di struttura finanziaria e commerciale alla quale tutte le aziende con domicilio in Irlanda devono sottostare: la legge del Companies Acts 1963 - 1990. Le compagnie straniere possono operare in Irlanda attraverso delle filiali, ma che devono tuttavia essere registrate presso il Registrar of Companies (come stabilito dalla parte XI del Companies Act 1963). Inoltre, sin dall'anno 2000, si richiede che l'azienda straniera possieda al minimo un direttore residente, altrimenti è obbligata al deposito di un titolo di credito obbligazionario in via assicurativa presso il Register of Companies. Si nota, in aggiunta, che con la legge Finance Act del 1999, tutte le compagnie incorporate in Irlanda e ivi residenti sono soggette a specifiche eccezioni.
Nel sistema legale irlandese il termine "offshore" non viene usato, così come esso non appare nei documenti descrittivi della compagnia straniera. Un trattamento offshore viene pertanto ricevuto sotto diverse altre denominazione. Si sente pertanto spesso parlare di 'Shannon Free Zone' oppure di 'Dublin IFSC'. |