Storia d'Irlanda: sintesi da 10.000 anni fa ad oggi

Irlanda

Storia d'Irlanda: sintesi da 10.000 anni fa ad oggi


 


Storia dell'Irlanda
Storia d'Irlanda: sintesi da 10.000 anni fa ad oggi

Stroria Irlandese

Le prime notizie di una presenza umana nell'isola risalgono a circa 10.000 anni fa,  al termine della glaciazione, quando l'Irlanda si staccò dalla Gran Bretagna ed il graduale scioglimento dei ghiacci rese queste zone meno ostili all'uomo e più popolate di animali da preda. Erano per lo più cacciatori e raccoglitori di frutti, che si insediarono lungo le coste e sulle rive dei fiumi, riuniti in piccoli clan familiari che  lasciarono tracce assai deboli della loro presenza.

Intorno al 6000 AC l'avvento del Neolitico vide il diffondersi dell' agricoltura, non si sa se dovuto ad una nuova ondata di agricoltori che colonizzarono l'Isola o se all'apporto di alcuni emigrati. L'abilità nella lavorazione ed estrazione dei metalli segnò per la civiltà umana l'inizio dell'età del bronzo, che in Irlanda si fa risalire al 2.500 AC circa, e che fu caratterizzata dalla riduzione nelle dimensioni e nel numero di tombe in pietra oltre che da una straordinaria produzione di manufatti d'oro e di bronzo che sia per la quantità sia per l'ottima fattura, testimoniano della prosperità dell'Irlanda in quel periodo.

L'età del Ferro vide l'Irlanda dei Gaeli dilaniata da cruente lotte intestine che alimentarono le storie e le leggende di questa mitica epopea.
Risparmiata dalle orde barbariche fin quasi al IX secolo d.c., quando fu invasa dai Vichinghi (795), l'Irlanda celtica potè svilupparsi in maniera omogenea, conservando immutate le strutture e le istituzioni della civiltà dei celti.
Gli stessi Romani, pur conoscendo l'Irlanda non la invasero mai, forse perché troppo lontana e selvaggia. Non c'è da stupirsi del giudizio di uno storico del tempo che collocava l'Irlanda molto più a nord della Britannia e con un clima molto, molto più freddo che convinse Giulio Cesare a battezzarla Hibernia anche se non c'era mai stato.

Fu così che il cristianesimo trovò nell'Isola un terreno propizio alla sua diffusione, quando all'inizio del V secolo, il gallese San Patrizio cominciò la sua opera di conversione. L'incontro tra la nuova religione e la civiltà dei celti segnò l'inizio del periodo chiamato "età d'oro" che fece dell'Irlanda uno dei centri più fiorenti della cristianità, con i suoi monasteri, fulcri di spiritualità e di cultura; tutto questo mentre il resto dell'Europa attraversava gli anni bui delle invasioni barbariche.

L'arrivo dei conquistatori nordici pose fine all'ordine gaelico. Gli invasori cominciarono a saccheggiare l'isola depredando i monasteri ed instaurando nuovi modelli di organizzazione politica e sociale.

Durante l'XI ed il XII secolo la chiesa ed i regnanti tentarono di recuperare i resti dell'antica civiltà, imponendo ai loro sudditi severe leggi morali per combattere la corruzione nei monasteri e ristabilire l'ordine.

A partire dalla metà del XII secolo gli Inglesi sbarcarono in Irlanda con i Normanni. Enrico II, riconosciuto dal papa ?Signore Feudale d'Irlanda?, ottenne dalla Chiesa l'autorizzazione ad invadere l'Isola e dopo circa un decennio conquistò Dublino, che rimase sotto gli Inglesi fino al 1921. L'Irlanda cominciò a cadere interamente in possesso della corona a partire dal XVI secolo con  Enrico VIII prima, che nel 1541 si fece incoronare re d'Irlanda dal Parlamento inglese, ed Elisabetta I poi, che consolidò il potere britannico. Ebbe inizio così una lunga storia di guerre e rivolte per l'indipendenza che in futuro assumerà i tratti di quella che viene meglio conosciuta come ?Questione Irlandese?.
Alle guerre seguì, tra il XVII ed il XVIII secolo, il periodo delle Penal Laws, le durissime leggi penali il cui risultato fu quello di privare di tutti i diritti civili e politici i cattolici. Ancora oggi, nelle campagne dell'Irlanda occidentale è possibile trovare i cartelli che indicano le Mass Rocks, dove i cattolici, perseguitati, si riunivano per celebrare le funzioni, mentre una parte dei fedeli montava la guardia. Altre testimonianze di quel periodo si possono trovare in alcune abitazioni dell'epoca, che avevano al loro interno la cosiddetta ?botola del prete?, un passaggio segreto dove i sacerdoti potevano nascondersi in caso di pericolo.

Negli anni successivi si verificarono numerosi tentativi di rivolte che sfociarono nel 1829 nella resa dell'Inghilterra e nella emancipazione dei cattolici. Purtroppo un altro triste periodo attendeva l'Irlanda, la terribile carestia del 1845, una delle più dure di cui l'Europa abbia ricordo in tempo di pace. La popolazione, stremata dalla fame e dalle malattie, si dimezzò, passando da otto milioni e mezzo a quattro e mezzo. In questo periodo, proprio per venire incontro alle necessità della popolazione, vennero edificate delle insolite opere pubbliche, strade o mura in aperta campagna o in prossimità di paludi, dette follies, di cui si trova ancora traccia e che avevano l'unico scopo di aiutare gli Irlandesi durante questo terribile periodo.
Dopo la carestia il malcontento irlandese verso gli Inglesi crebbe e divenne ancora più pressante la richiesta di indipendenza. L'opposizione religiosa e politica si rafforzò con la fondazione della lega feniniana, sorretta da numerosi irlandesi emigrati, che si costituì partito nazionalista nel 1905 con la denominazione di Sinn Fein (solo noi nella lingua gaelica).

La lotta per la libertà e l'indipendenza durò ancora a lungo fino a quella che è la storia dei giorni nostri. Solo nel 1913 la Gran Bretagna accordò l'Home Rule (governo autonomo) all'Irlanda ma la sua applicazione venne posticipata alla fine della guerra, appena cominciata. D?altra parte la provincia settentrionale dell'Ulster, a maggioranza protestante, non accettò la Home Rule, dichiarandosi pronta a combatterla con le armi.
Questa tardiva concessione non scongiurò il passaggio alla lotta armata dei nazionalisti del Sinn Fein. Nel 1916 scoppiò una rivolta a Dublino (la tristemente nota ?Pasqua di sangue") e venne proclamata la repubblica ma il governo inglese ebbe la meglio. Tuttavia la tendenza separatista aveva ormai acquistato forza e nelle elezioni del 1918 i Sinn Feiners vinsero, guidati da De Valera che l'anno successivo proclamò la repubblica. E? in questo periodo che si costituirono i corpi dell'Irish Republican Army (IRA) che, come il Sinn Fein, aveva l'obiettivo di sabotare con le armi il governo britannico, per la causa dell'indipendenza.
Per due anni divampò la guerriglia alla quale rimase estranea solo la provincia dell'Ulster. 

Nel 1921 si giunse finalmente alla creazione dello Stato libero d'Irlanda, comprendente le ventisei contee. Le sei province settentrionali dell'Ulster rimasero dominio britannico ed ancora oggi sono sede di tensioni politiche e conflitti. La piena indipendenza fu sancita nel 1937, anno in cui lo Stato Libero si trasformò  nell'attuale  EIRE; nel 1949 divenna la Repubblica d'Irlanda.
Nel 1973 entrò a far parte della Comunità Europea. Le richieste di unificazione dell'Irlanda continuano ancora oggi e sono la causa dei conflitti tra protestanti e cattolici.

 

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