Verso la fine del conflitto irlandese

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Verso la fine del conflitto irlandese


 


Verso la fine del conflitto irlandese

Dal luglio 1997 l'IRA non compì alcuna significativa azione armata ma si oppose fermamente alla consegna del proprio arsenale, nonostante le forti pressioni unioniste e britanniche. Questa opposizione determinò un nuovo arresto del processo di pace. Negli ultimi anni alcune frange contrarie al processo di pace si sono staccate dall'IRA fondando altre organizzazioni armate. L'attentato dell'agosto 1998 a Omagh, una cittadina nei pressi di Belfast, fu il più grave mai avvenuto dall'inizio del conflitto. Un ordigno collocato in un centro commerciale causò 28 morti e centinaia di feriti, tra i quali molti bambini spagnoli che si trovavano a trascorrere le vacanze nell' Irlanda del Nord. L'attentato fu rivendicato dalla cosiddetta Real IRA ("Vera IRA"), gruppo sorto nel 1997 all'indomani della proclamazione del cessate il fuoco. Paradossalmente fu proprio questo attentato a dare maggior vigore al processo di pace. I leader delle due forze antagoniste, Gerry Adams del Sinn Fein e David Trimble dell'Ulster Unionist Party, si incontrarono poco dopo per definire la composizione del conflitto. Per questo loro sforzo ottenero il premio Nobel per la pace. Solo nell'estate del 2000, accogliendo la richiesta di Gerry Adams, l'IRA ha accettato di porre i suoi arsenali sotto il controllo di una commissione internazionale. Nell'ottobre del 2001, grazie a una nuovo intervento del Sinn Féin, ha acconsentito ad avviare la distruzione delle sue armi; contemporaneamente Londra ha annunciato la chiusura di quattro basi militari della RUC. L'impegno dell'IRA di porre fine al conflitto sembra reale: il 16 luglio 2002 ha anche presentato le sue scuse formali ai parenti delle cosiddette "vittime non combattenti" cadute durante gli anni del conflitto. Il definitivo stop alle armi sembra arrivato il 28 luglio 2005.

 

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